Massima di vita

Il giudizio e le recensioni qui riportate, pur nel tentativo di essere obiettivi, risentono del gusto e dell'esperienza di chi scrive.
Judgment and reviews given here, while trying to be objective, are affected by the taste and experience of the writer.


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Sunday, October 29, 2017

Dead Witches - Ouija (2017)




















2017 - Heavy Psych

         Per quale motivo i sigg. Virginia Monti (vocals), Carl Geary (bass), Mark Greening (drums) e Greg Elk (guitar, -2016) abbiano pubblicato un disco del genere mi è completamente ignoto. 
         Posto che non è la prima volta che l'italiana Heavy Psych Records pubblica porcate del genere, mi domando se ciò dipenda dalla totale incompetenza del produttore o da qualche mazzetta corrisposta...o chessò da prestazioni sessuali di incerta natura...
         Virginia Monti sarebbe la vocalist dei fiorentini Psychedelic Witchcraft i quali avevano già un anno addietro avuto modo di mettere in luce la loro quasi totale incompetenza, ma il disco in questione forse è anche peggio. 
         Non c'è una cosa - dico una - che sia fatta - non dico ad arte - ma almeno in modo decente...   Boh...disco Doom?! Ma neanche potrebbe parlarsi di 'disco' a stretto vedere. 
         Sarei curioso di sapere quante copie ne sono state vendute, mica per niente, per comprendere, da un lato, la forza del marketing, dall'altro l'incompetenza generale...


Disco da dimenticare (in fretta).



A1 Intro 2:27
A2 Dead 6:05
A3 Drawing Down the Moon 5:54
B1 Ouija 5:04
B2 Mind Funeral 5:00
B3 Sometimes Dead Is Better 7:35

Devil Electric - Devil Electric (2017)




















2017 - Kozmik Artifactz

         I Devil Electric vengono da Melbourne, Australia e suonano (loro dicono un rock and roll) una sorta di Heavy Rock sabbathiano. 
         La prima song del debutto omonimo deve molto ai Black Sabbath, ma non costituisce un problema, né per loro, né per chi ascolta. 
         Pierina O'Brien [Pierina !!??] (vocals), Christos Athanasias (guitar), Tom Hulse (bass), Mark Van De Beek (drums) navigano tra un qualcosa di sentito - ovviamente - ma anche qualcosa di personale.

         Il suono della chitarra è molto simile al fuzz di un tempo, voglio dire, il disco non è esasperato nei suoni e quindi si capisce un po' più della media (ormai) cosa facciano i musicanti...

         'Thrilling Vintage-Doom meets Modern-Rock' dicono giustamente quelli di Rolling Stone, qualcuno parla di Stoner Rock (Stoner Rock !??! Haha! Ci risiamo...). Certo...se non fossero esistiti Black Sabbath...

         Un disco piacevole, non un capolavoro, che potete tranquillamente acquistare senza aspettarvi chissà cosa.

Disco buono, l'acquisto dipende dal gusto.

1 Monologue (Where You Once Walked) 5:26
2 Shadowman 2:38
3 Lady Velvet 3:49
4 Acidic Fire 5:07
5 Monolith 1:44
6 The Dove & the Serpent 5:34
7 The Sacred Machine 3:14
8 Lilith 2:15
9 Hypnotica 6:26

Saturday, October 28, 2017

Caronte - Yoni (2017)




















2017- Van Records

         Da Parma nomi altisonanti:
Dorian Bones (vocals), Tony Bones (guitar, backing vocals), Henry Bones (bass), Mike De Chirico (drums), terzo full-kenght 'Yoni'. 
         Bene. 
         Normalmente, le riviste ed i blog (non tutti) prendono gli sghei per fare recensioni, se scrivi una  recensione brutta, l'etichetta gli sghei non te li dà più. La rivista chiude. Io non prendo sghei da  nessuno, e scrivo quel che cazzo voglio. Semplice. 
        Yoni è un tentativo maldestro di un Doom (Doom Metal? Boh...) trito e ritrito, registrato a cazzo, ovvio e senza idee, suonato approssimativamente e prodotto quasi peggio. E potrei continuare. Soprassiedo sui soli di chitarra, sul mix e su qualsiasi altra cosa vi venga in mente. 
         Passi il gruppo, ma come cazzo fa una etichetta a pubblicare una cosa del genere ??!!!

Disco da dimenticare.

1 Abraxas
2 Ecstasy of Hecate
3 Promethean Cult
4 Shamanic Meditation of the Bright Star
5 TOTEM
6 The Moonchild
7 V.I.T.R.I.O.L


Monlord - Rust (2017)




















2017 - RidingEasy

         Göteborg, Sweden 2017: Thomas Jäger (guitar, vocals), Esben Willems (drums), Mika Häkki (bass). Sono i Monolord, 'Rust' è il terzo full lenght del terzetto doom, doom metal? 
         Boh...Doom e qualcosa insomma, tanto con queste etichette facciamo solo confusione, basta guardare in giro le recensioni di uno stesso disco, 14 etichette messe a caso, il più delle volte, e almeno 7/8 opinioni di genere differente. 
         Suono roccioso, al limite dello sludge, voce non straziata, liscia, melodica. 
         Disco super compresso, i piatti della batteria sembrano infatti irreali. 
         Che cosa ha di particolare questo disco? Nulla. A metà del secondo pezzo hai già imparato tutto il disco. 
         Insomma, il lato pop del (doom...doom?) metal.


Disco che può essere tranquillamente ignorato.



1 Where Death Meets the Sea
2 Dear Lucifer
3 Rust
4 Wormland
5 Forgotten Lands
6 At Niceae

Kroh - Pyres ep (2017)




















2017 - Devizes

         Nel 2015 i britannici Kroh avevano pubblicato il singolo 'Precious Bones' fatto di due pezzi. Beh ecco, hanno creato l'etichetta Devizes, hanno pubblicato Altars nel 2016, Pyres adesso e...hanno tradito quanto di buono avevano anticipato. 
       Accreditati come Doom / Occult Rock, il quartetto di Birmingham, pur mantenendo delle somiglianze nell'impostazione del suono, sostanzialmente realizzano canzonette pop, al di là del vestito. 
        Sono deluso, dopo Precious Bones credevo si potesse migliorare (e secondo me lo possono ancora fare) ma far passare una serie di storielle e di icone per bambini paurosi al posto di dischi da pubblicare, questo no...
         Non c'è niente di completamente sbagliato, non è che la realizzazione faccia schifo, ma tra Pyres dei Kroh ed altre 164 mila canzoni horror-pop non passa nulla.

Disco che può tranquillamente essere ignorato.

1 Triumph of Death 2:40
2 Rigor Mortis 4:41
3 Nemertean Girl 5:35
4 Moriah 7:15
5 Despair / Resolve 4:49

Friday, October 27, 2017

Causa Sui - Live in Copenaghen (2017)



















2017 - El Paraiso Records

         Ennesimo lavoro per i danesi Causa Sui che raccolgono una serie di live tenuti a Copenaghen in ben 3 cd o 3 vinili per la El Paraiso Records. 
         Che l'etichetta in questione sia - a mio avviso - tra le migliori in circolazione non è una sorpresa, né il risultato della release in questione. 
         14 brani strumentali la cui esecuzione spazia tra un ovvia jam psychedelica, fiati jazz, sfumature stoner ed aperture più rilassate. 
         Ebbene, ogni volta che escono dischi come questo ci si sente rinfrancati con la musica, almeno così è dato leeggere tra le recensioni in giro. 
         Ora, il disco è sicuramente piacevole, se questo tipo di sonorità fa parte del vostro gusto, ma ogni release va anche confrontata col passato, altrimenti rischiamo di incensare un clone di qualcosa che ha inventato altri. 
         Esistono un milione di dischi suonati e registrati nel passato che surclassano il live dei Causa Sui in questione, non per questo Live in Copenaghen fa schifo, anzi. 
        Il problema è: decidere se sia questo un disco imprescindibile o se la morìa generale della musica rock lo faccia emergere più del dovuto. 

        A voi la decisione.

Disco sopra la media del genere.

Jazzhouse
1.1 Rip Tide 6:38
1.2 The Source 4:42
1.3 The Juice 8:53
1.4 Mondo Buzzo 8:35
1.5 Dawn Passage 9:48
1.6 Eugenie 8:00
1.7 Ju-Ju Blues 10:45

Dragens Hule, Part 1
2.1 Eternal Flow 13:01
2.2 El Paraiso 12:20
2.3 Mireille 7:39
2.4 Portixeddu / Tropic of Capricorn 15:22

Dragens Hule, Part 2
3.1 First Communication 6:30
3.2 Homage 9:28
3.3 Red Valley 10:13
3.4 Euporie 11:58
3.5 A Love Supreme 16:47

Thursday, October 26, 2017

Palylist 2016 - Palylist 2016 - Palylist 2016 - Palylist 2016

PARTICULAR MENTION

Plog - Charon























King Buffalo - Orion




















HONORABLE MENTION

Demonauta - Tierra Del Fuego





















Saturday, April 30, 2016

Duel - Fears of the Dead (us 16)




















2016  Heavy Psych Sounds

          I texani Duel si presentano al pubblico con una release fatta di rock and roll suonato in modo piuttosto approssimativo, una copertina con un teschio in primo piano, un approccio alla Hellacopters con venature doom. Una sorta di passerella di stereotipi messi lì in modo non proprio perfetto.
          La domanda è: perché continuiamo a farci del male ?

          Texans Duel reveal to the public by a release made of Rock and Roll not so well-played, a cover with the Grim Reaper at the first floor, an Hellacopters approach with some doomish nuances.
          The question is: why do we still continue to hurt ourselves ?

Tracklist

1 Fears of the Dead 5:50
2 This Old Crow 3:41
3 The Kraken 4:49
4 Fell to the Earth 4:28
5 On the Edge 3:14
6 Electricity 4:05
7 When the Pigs Are Fed 4:36
8 Locked Outside 7:52 


Tuesday, March 29, 2016

Black Rainbows - Stellar Prophecy (2016)




















2016  Heavy Psych Sounds

      I romani Black Rainbows presentano Stellar Prophecy che ci offre delle leggere diferenze rispetto ai precedenti lavori.
      Benché il riffage rimanga il solito, il fuzz della chitarra è più vintage, almeno in alcune parti.
      Electrify è un pezzo senza sosta a la Monster Magnet, Woman un electro blues feel con un bel contorno di organo ed un bel solo di chitarra e wha, Golden Widow una sorta di space suite dalle atmosfere più rilassate che rimandano ancora ai Monster Magnet.

      Evil Snake ritorna all'interno di zone più stoner, It's Time To Die ci porta echi di Cactus e stoner più 'moderno', idem per Keep The Secret che rimanda a qualcosa dei Fu Manchu.
      Chiude The Travel che deve essere considerata la gemella di Golden Widow.

      Che dire di quest'album ?
      Sembra che i Black Rainbows abbiano imparato molto bene a confezionare un album di genere; tutto è già stato scritto, tutto è già sentito.
      Non potremmo mai dire che l'album sia brutto o mal confezionato, ma rimane l'amaro in bocca nella considerazione che ci si accosti qui e lì senza particolar segni distintivi. 


      Black Rainbows are back with Stellar Prophecy that give us some differences between their previous works.
      The riffage is the same but the fuzz is something vintage here and there.
      Electrify is a quite-less song a la Monster Magnet, Woman has an electro-blues feel with a nice organ  and a beautiful guitar solo with wha, Golden Widow a space suite, more relaxing: Monster Magnet again.
      Evil Snake is back at a stoner territory, It's Time To Die give us echoes of Cactus and 'modern' stoner, same for Keep The Secret that give us something of Fu Manchu.
      The records ends with The Travel that must be considered the twin of Golden Widow.

      What we can say about this album ?
      It seems that Black Rainbows learned very well to wrap such albums, it works to the fan/music lovers, but all is done earlier yet by some grand masters.
      We couldn't ever say that this is a bad album o badly tailored, but we remain with a bitter taste in ours mouth by considering that their approach is made by resemble here and there without a distinctive feature.

01 - Electrify 4:01
02 - Woman 5.41
03 - Golden Widow 11:36
04 - Evil Snake 3:30
05 - It's Time To Die 3:56
06 -  Keep The Secret 5:40
07 - The Travel 9:28


Monday, March 28, 2016

Causa Sui - Return To Sky (2016)




















2016 El Paraiso Records

      Brava la El Paraiso che rimane senza dubbio una delle etichette più interessanti della scena europea e non. Grafica curata e mai banale, un occhio di riguardo al materiale e un brand di livello.
      Return To Sky dei Causa Sui appartiene a quel filone che oggigiorno viene definito 'jam', 'prog', 'psych' ecc.
      Piacevole il mood che ne esce ma ovviamente nulla di nuovo. Divagazioni stoner, suoni 'vecchi', atmosfere soft che imprvvisamente si accendono in dinamiche sixties, echi di Colour Haze ci accompagnano con calore.
      Che dire, qui i Causa Sui ripercorrono strade già ampiamente battute ma gli amanti del genere non disdegneranno affatto.
      Un disco col quale andare sul sicuro, consapevoli dei pregi e dei difetti della attuale scena di genere.

      Brava El Praiso Records that stands one of the most interesting European labels and even more. Very well-finished art, never common, a particular attention to the material and an high-end brand. 
      Return To Sky from Causa Sui belongs to the current that nowadays we will call 'jam', 'prog', 'psych' ecc.
      Nice the outcoming mood but nothing new, obviously. Stoner hints, old sounds, soft moods that suddenly turn into sixties dynamics, echoes of Colour Haze here and there lead us with warmth.
      What we can say, here Causa Sui hit common roads but genre lovers won't dislike for sure.
      A release to be safe with, aware of the merit and defects of the current genre scene.



A1 Dust Meridian 10:08
A2 The Source 6:36
A3 Mondo Buzzo 8:31
B1 Dawn Passage 8:20
B2 Return to Sky 11:38